Settimana europea per la riduzione dei rifiuti
Decalogo di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti
Perchè ridurre i rifiuti?
Ridurre i rifiuti è infatti importante:
• perché, dopo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta, è il passaggio
obbligato per cominciare a vivere secondo uno stile di vita più sobrio. Le
risorse della Terra non sono infinite e, se non si inverte la tendenza al consumo
e allo spreco, presto si esauriranno;
• perché questa è la direzione intrapresa da leggi e normative europee e nazionali;
• perché, se riusciamo a diminuire la quantità di RSU che va in discarica (o all’inceneritore)
e quella delle frazioni differenziate, si possono ripensare i servizi
diminuendo ad esempio le frequenze di raccolta con conseguente diminuzione
dei costi;
• perché è facile, si tratta di accorgimenti che si possono adottare comodamente
nella vita di tutti i giorni!
Ridurre=non gettare, ma riutilizzare
Cosa vuol dire?
Significa utilizzare di nuovo cose già usate invece di
buttarle via.
Ogni volta che gettiamo qualcosa proviamo a porci la
domanda: “Posso riutilizzarla in qualche modo?” Magari
non tutto sarà recuperabile, ma una parte sì!
Riutilizzare significa anche riparare. Se mi si rompe
qualcosa, ecco la domanda giusta: “Posso riparare o
far riparare questo oggetto?”
Riutilizzare significa anche pensare se c’è qualcuno
cui il mio oggetto può ancora servire.
Allungando il ciclo di vita di un oggetto evitiamo di:
• creare un rifiuto, utilizzando così le risorse in modo più sostenibile;
• comprarne un altro, riducendo il consumo di materie prime per la produzione
di un bene nuovo.
Alcuni consigli per ridurre i tuoi rifiuti
• compra oggetti resistenti, non usa e getta;
• scegli prodotti con meno imballaggi;
• acquista prodotti ricaricabili, come batterie, detersivi ecc. e usa i distributori
alla spina (per prodotti per la casa e alimentari) che si trovano in piccoli e grandi
negozi della tua zona;
• usa borse riutilizzabili, ceste, scatoloni o cassette per fare la spesa, evitando
gli shopper in plastica;
• riutilizza fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti e, in ufficio e a casa,
non stampare un documento se non è strettamente necessario;
• bevi l’acqua del rubinetto;
• usa i pannolini lavabili per bambini;
• ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici;
• acquista elettrodomestici con parti sostituibili;
• riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggio;
• passa gli abiti che non metti più in famiglia e tra gli amici, oppure portali presso
le associazioni che li raccolgono;
• compra mobilio o vestiario nei negozi o mercati dell'usato;
• non usare fazzoletti in carta, tovaglioli in carta ecc.
Ricorda che un acquisto, per essere davvero sostenibile, deve: essere necessario,
durevole, fatto con materiale riciclato, avere poco imballaggio, favorire il risparmio
energetico, essere biologico, "equo e solidale", prodotto localmente, senza sfruttamento
dei lavoratori.
Compostaggio domestico, cos'è?
Fare il compostaggio domestico significa smaltire in proprio la frazione organica
dei rifiuti attraverso un processo naturale che consente di ricavare un buon ammendante
per terreni e vasi.
Tutti coloro che hanno un giardino, un
orto o comunque un pezzo di terra più o
meno ampio hanno la possibilità di attuare
questa pratica.
Ecco cosa possiamo compostare:
• avanzi di cucina: residui di frutta e
verdura, bucce, fondi di caffè ecc.;
• scarti di giardino e orto: sfalci di
prati, foglie secche, fiori appassiti,
gambi, avanzi dell’orto;
• altri materiali biodegradabili: segatura
e trucioli da legno non trattato.
Bevi l'acqua del rubinetto
L'Italia è tra i maggiori consumatori di acqua minerale in bottiglia al mondo, 8 volte
la media mondiale (dato 2007).
Questo significa:
• oltre 1 milione di tonnellate di anidride carbonica (CO2) emesso ogni anno nell’aria
che respiriamo per la produzione e il trasporto di bottiglie di plastica;
• la produzione di circa 6 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno (dato 2006) che
costano all’ambiente e alle nostre tasche!
• Perché le acque in bottiglia hanno limiti di concentrazione di inquinanti (arsenico,
nichel, vanadio) meno restrittivi di quelli previsti per le acque potabili;
• perché per le acque pubbliche le analisi
complete vengono effettuate pressoché
quotidianamente, mentre per le acque
minerali in media ogni cinque anni;
• perché è in genere buona, sicura e costa
molto meno di quella in bottiglia.
Se trovi che l’acqua del rubinetto non sia
buona, ecco un consiglio: versa l’acqua in
una brocca, lasciala riposare, aggiungi una
goccia di limone (facilita l’evaporazione del
cloro), mettila poi in frigorifero e servila a
10°-12°. Sarà una sorpresa!
Prodotti sfusi e alla spina
Negli ultimi anni stanno aumentando nei supermercati e nei negozi i punti in cui è
possibile acquistare prodotti sfusi e alla spina: latte, acqua, vino, pasta e altri alimenti,
detersivi e detergenti per la persona ecc.
Il meccanismo è sempre lo stesso ed è molto semplice: portarsi il proprio contenitore
da casa e riempirlo con il prodotto che ci serve.
Consigli per una spesa sostenibile
Scegli di acquistare:
• la frutta e la verdura a peso evitando così le numerose confezioni in polistirolo
e cellophane;
• i salumi e i formaggi al banco così da non comprare insieme anche le vaschette
in plastica;
• la carne e il pesce al banco, riducendo così
gli imballaggi attorno ai prodotti;
• pasta e riso in confezioni di cartone;
• le uova in confezioni di cartone;
• le confezioni “formato famiglia”, evita le
confezioni monodose.
Scegli di bere:
• l’acqua del rubinetto, è più economica e
qualitativamente più sicura;
• le bevande alla spina se ti trovi al ristorante
e nei locali pubblici;
• le bevande gassate con imballaggi nuovamente
riempibili o utilizzando un gasatore;
• latte, succhi di frutta e yogurt in bottiglia e
vasetti di vetro evitando la plastica;
• vino in vetro con tappo di sughero.
Borse di plastica addio!
Nel mondo si consumano dai 500 ai 1000 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno;
in Europa 100 miliardi, in Italia circa 15 miliardi.
La media del consumo di sacchetti di plastica pro capite si aggira, nei paesi industrializzati,
tra i 200 e i 500 pezzi all’anno.
Sostituendo i normali sacchetti di plastica con altri sacchetti riutilizzabili si eviterebbe
di disperdere nell’ambiente 1 milione di tonnellate di plastica all’anno, si risparmierebbero
700 mila tonnellate di petrolio e si ridurrebbero le emissioni di
CO2 di 1,4 milioni di tonnellate.
A partire dal 2011 in Italia i sacchetti di plastica saranno banditi su tutto il territorio
nazionale. Proviamo ad abituarci a fare la spesa con borse riutilizzabili sin d’ora,
faremo bene all’ambiente e arriveremo preparati al cambiamento!
Data:
dal 21 Novembre 2009
al 29 Novembre 2009
Indirizzo:
Ovunque
Organizazione:
Vedi copertina a lato
Info:
085.9696216
http://www.menorifiuti.org