Chiesa di Sant'Agostino
Toggle map

Alcune immagini

Chiesa di Sant'Agostino, in notturna
Gallery_zoom
Facciata della chiesa vista dal corso
Gallery_zoom
Torre campanaria a vela della chiesa di Sant'Agostino
Gallery_zoom
Ingresso della navata
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Stucchi del XVIII sec.
Gallery_zoom
Affresco del XVIII sec.
Gallery_zoom
Affresco del XVIII sec.
Gallery_zoom

Chiesa di Sant'Agostino

Con il retrostante complesso conventuale, essa venne edificata nel punto più alto della collina tabulare ove sorge Città Sant’Angelo, probabilmente nello stesso luogo dove sorgeva una più antica costruzione che inglobava la chiesa dedicata a Santa Maria e nel 1314 Re Roberto d’Angiò la concesse all’ordine eremitano di S. Agostino con la disponibilità del terreno circostante per l’edificazione del convento.

È ipotizzabile che la chiesa abbia subito nel tempo diverse trasformazioni mutandosi dall’originaria chiesa castrense, fondata dal signore, in possesso monastico; quella attuale – dopo il restauro adibita ad auditorium e sala espositiva – venne trasformata integralmente nel sec. XVIII ed è oltremodo difficile, oggi, risalire all’impianto originario di epoca medievale a causa degli intonaci e dell’abbondanza degli stucchi, peraltro di pregevole fattura. Gli unici elementi ancora visibili della primitiva struttura sono la parte residua della torre campanaria – di originale soluzione a vela – e la parete muraria che dà sulla Strada Minerva, corrispondente alla zona della sagrestia.

La chiesa è formata da un’unica navata, alle cui pareti sono stati addossati quattro altari ornati di stucchi e di bassorilievi realizzati da Alessandro Terzani da Como. Come nelle altre chiese, anche in questa la facciata è situata sul lato lungo e, come la nuova struttura interna, fu progettata nel 1798 da Santino Capitani. Essa è di notevole effetto scenografico ed è spaziata da quattro lesene, suddivisa da una trabeazione con cornice aggettante al cui centro si apre una nicchia dove è stata collocata la statua del Santo.